Cosa sappiamo della Pecora Elettrica e perché è inutile separare il neofascismo dalla mafia.

Come secondo post avevo in carico le bozze per i percorsi dei gruppi di lettura che sto seguendo, tuttavia, non potuto resistere vista la gravità pressoché ignorata di alcuni fatti recentemente avvenuti.

Giorno 6/11/2019

Lo scorso 25 aprile, corrente anno domini, brucia una delle caffetterie e librerie indipendenti della periferia romana, precisamente a Centocelle. Il 6 Novembre 2019, a seguito di donazioni raccolte e tanta solidarietà nazionale, avrebbe dovuto riaprire la Pecora Elettrica – così fa di nome perchè a noi la cultura piace citazionista; avete colto la meravigliosa allusione a P.K. Dick e al suo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”; quello di Blade Runner sì.

Il condizionale è d’obbligo, infatti, la liberia ormai completamente restaurata e carica di libri è data nuovamente alle fiamme.

Alle 3 di notte, dopo una segnalazione, sono intervenuti sul posto i carabinieri della compagnia Casilina, insieme ai vigili del fuoco. “Non siamo ancora in grado di quantificare i danni prodotti da questo nuovo incendio – fa sapere uno dei rappresentanti del locale – non sarà possibile riaprire domani 6 mesi dopo il primo rogo come avevamo previsto. Siamo stati allertati nella notte dal sistema di allarme che avevamo fatto installare nel negozio”.

La pista dell’attentato è quella più credibile. I fascisti che avevano colpito il locale, durante il 25 aprile, hanno voluto mandare un nuovo segnale di intimidazione. Oppure potrebbero essere attentati di stampo puramente mafioso. Zona di confine e di spaccio organizzato, così i cronisti locali amano colorare i fatti, quasi fossero un mistero da temere. 

Il popolo di internet, tuttavia, chiarisce: non sono i neri, sono i mafiosi. Lo sottolineano con forza, come se temessero la lesione volontaria a un diritto fondamentale democratico, quale la libertà di pensiero e opinione, da parte di infiammati comunisti.

Non si fanno processi in rete. Non si fanno indagini su internet. Limitiamoci ad elencare i fatti. Nelle prime due vie parallele al corso della suddetta liberia esistono ben due presidi di Casapound e Forza Nuova. Dopo due vie laterali esiste un centro culturale di estrema destra facente capo sempre l’organizzazione Casapound con annessa birreria. Questi sono tutti in piedi, frequentati, vivi.

Giorno 9/11/2019. Brucia, adiacente alla Pecora Elettrica, anche il Baraka Bistrot reo di aver espresso solidarietà all’esercizio adiacente e  aver offerto il locale per accogliere una assemblea di quartiere proprio a seguito della volontà popolare. 

Giorno 9/11/2019. Imbrattato il Giardino dei Giusti inaugurato da Liliana Segre. 

Giorno 10/11/2019. A Modena bruciano i contenitori per il bookcrossing nel parco Amendola.

Giorno 5/11/2019. Liliana Segre è sotto scorta a causa della violenza e della pericolosità concreta degli insulti ricevuti in rete. 

cq5dam.web.738.462 (3)Eppure, sappiamo che il sistema mafioso e il sistema fascista hanno molto in comune. A Roma in particolare. La santificazione del sangue di famiglia, l’onore, il codice, ecc. Lo squadrismo è la prima somiglianza. Si può dire, preparandosi a feroci aggressioni verbali, che siamo stati un popolo fascista perchè in qualche modo siamo stati (stati?) ANCHE uno stato mafioso.

Antonio-Scurati-MAntonio Scurati in “M. Il figlio del secolo” mette in luce un evento molto significativo pressoché dimenticato. Il 13/11/1919  dopo che un comizio fascista a Milano si è svolto regolarmente con l’intervento di Mussolini, a Lodi si verificano gravissimi incidenti in occasione di un comizio fascista al teatro cittadino Gaffurio: qui una consistente massa di manifestanti attacca il teatro, scagliandosi contro il palco, per impedire il comizio. Alcuni fascisti rispondono esplodendo colpi di pistola, che provocano tre morti ed alcuni feriti. Il gruppo fascista, rimasto padrone del teatro, è arrestato quasi per intero dalla forza pubblica finalmente sopraggiunta; l’elenco dei carcerati di Lodi comprende alcuni nomi destinati a diventare famosi nell’ambiente fascista e squadrista; vi sono, tra gli altri, Italo Bresciani, Leandro Arpinati, Arconovaldo Bonaccorsi, Luigi Freddi e Asvero Gravelli.

Perchè è importante questo fatto? Fu il primo in cui i Fasci di Combattimento si sentirono legittimati a colpire. L’uso della forza squadrista presuppone una certezza di tipo ideologico, una sicurezza seppure illusoria di uscrine in qualche modo legittimati, puliti. La chiave è convincere i propri affiliati ad agire per il bene di qualcun altro, che ancora non capisce o non vuole capire la gravità del degrado sociale, farsi garanti prima, ispettori dopo e infine esecutori di una purga ideologica in grado di ripristinare le solide basi da cui prima: Famiglia, Stato, Patria. La narrazione di rovina, invasione, degrado, corruzione morale è la base da cui le violenze squadriste hanno sempre attinto. 

Arbitri in una oggettiva guerra economica, una disuguaglianza sostanziale, economica e sociale.

Questa violenza è possibile, tuttavia, solo in un momento preciso: il silenzio istituzionale. Se lo Stato, la cittadinanza, tace allora la violenza ha il diritto di parlare. Sia che sia violenza mafiosa, sia che sia violenza nera o rossa.

La progressiva ascesa, crescente e costante dagli anni 1919-1924, è riportata in modo sistematico nella pagina dedicata.

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Ora è vero che il capitalismo liberista ha edulcorato le basi nazionali. L’attività di lucro mafiosa legata alle droghe ha una profonda radice in alcune famiglie latine, e non a caso di ideologie filo nazionaliste. Mafia e fascismo hanno in comune il desiderio di sovvertire un sistema finanziario che vede nel consumo individuale, nella responsabilità personale e nelle scelte sostanziali il fulcro di una cittadinanza attiva rispetto a una collettività di massa guidata da solide ideologie normanti.

Verissimo che parlare di ritorno al fascismo è esagerato. Vero è anche che una sacca della popolazione, ormai non troppo esigua, si stenta legittimata ad agire con la forza. Da chi si sentono legittimati? Come mai la mafia (se di mafia si tratta) colpisce i locali di Sinistra e non di Destra? Il principio esposto sopra allora è valido?

Perchè le istituzioni non intervengono? E’ forse la domanda più pressante.

Dovremmo provare a dipingere un quadro di mandanti. Il punto è che non lo vogliamo davvero. 

In fondo, parlare di emergenza democratica è esagerato. Giusto?

Si ringrazia Skytg24 per le fotografie prese in prestito.

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